31 giorni d’amore

Drops Of Primroses ha deciso di cominciare il 2019 parlando d’AMORE.

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Presi dalla quotidianità, dalle tristi notizie che sentiamo ogni giorno, succede anche a voi di dimenticarvi dell’AMORE?Dell’amore che ci CIRCONDA, dell’amore che COLTIVIAMO ogni giorno, dell’amore che c’è anche se lontano, dell’amore in senso lato. Per aiutarci a non dimenticarci dell’AMORE Drops Of Primroses ha deciso di CELEBRARLO, parlandone per 31 giorni consecutivi.

I 31 GIORNI D’AMORE parlano d’amore con le parole di tante persone diverse. Alcune le conosco di persona, altre sono SCRITTORI, poeti, filosofi, PENSATORI che stimo. Un viaggio fatto di pillole d’amore da leggere e da ammirare.

La sfida per me è stata SCEGLIERE le parole, creare i contenuti e DISEGNARE le illustrazioni che accompagnano questi AMORI. Una sfida per STIMOLARE la mia creatività, per creare con il SOLO obiettivo di CREARE, di colorare per la bellezza di colorare, senza altri fini.

Se volete partecipare a questo VIAGGIO, l’appuntamento giornaliero è qui.

Se volete festeggiare l’AMORE con Drops Of Primroses, vi consiglio di PASSARE di qui.

Vi lascio con le parole del Dalai Lama:

“Dona a chi ami ali per volare, radici per tornare e motivi per rimanere.”
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I am a WILDFLOWER

Ovvero: Sì, sono un fiore di campo

 

Yes, I’m a wildflower, anzi un fiore di campo.

Inutile cercare di essere come gli altri, di rispettare i tempi imposti dalle convenzioni, inutile fare scelte che fanno bene agli altri e non a noi, inutile voler avere tutto e subito, inutile cercare di andare d’accordo con tutti, inutille intestardirsi quando qualcosa non funziona lo sentiamo subito, inutile

Siamo unici, inutile girarci attorno. Non c’è nessuno come noi, incontreremo persone che avranno tratti in comune, con cui andremo più o meno d’accordo, ma di uguali no, di uguali non ne esistono.

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Questo ha MOLTI lati positivi e lati più difficili da affrontare.

Il bello è che possiamo davvero essere fieri di noi stessi, del nostro modo di fare, di agire, di pensare, di essere: quello è nostro e nessuno potrà mai togliercelo.

Il brutto è che dobbiamo fare i conti con noi stessi, che spesso siamo dei giudici estremamente severi e negativi. Tutte le nostre decisioni verranno valutati dal nostro IO e spesso non ce ne faremo passare una…

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Ma poi, piano, piano iniziamo ad apprezzarci, a dirci: in quel contesto sono stata brava, ho detto la parola giusta, oh questo mi è riuscito bene, ma l’ho fatto davvero io? E così anche il nostro fiore di campo può sbocciare..

Siamo come i fiori di campo che spesso ci sorprendono con i loro colori e profumi. Sembrano cresciuti in un prato a caso, ma poi se si guarda bene ci si accorge che…

…hanno una vista magnifica, sono riparati dal vento, sono facilmente raggiungibili dalle api (meno dagli uomini), prendono la giusta quantità di sole, sono circondati da altri bellissimi fiori. Nel nostro prato ognuno ha il suo spazio, si gioisce della bellezza reciproca, quando si ha bisogno si stare soli, non servono gesti ecclatanti, gli altri fiori lo capiscono, ci si confronta, si impara dai fiori più maturi, si dona il polline alle api, si ringrazia il sole ogni giorno e si canta al ritmo del vento…

E tu, che fiore sei? Com’è il tuo prato? Me lo diresti qui? 

ESISTONO ANCORA GLI INNAMORATI

Eventi della vita mi hanno portato a chiedermi: “Esistono ancora gli innamorati?” O più precisamente:

“Ma ci saranno ancora gli innamorati che in una notte d’inverno si faranno trasportare su una slitta tirata da un generoso cavallo per la piana di Marcesina imbevuta di luce lunare? Se non ci fossero come sarebbe triste il mondo.”

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Questa frase di Mario Rigoni Stern è tratta dalla sua prefazione per il catalogo di una mostra.

Quando mi sembra che l’amore attorno a me si frantumi, che non sia sincero o diventi abitudine, cerco questa frase, la leggo e mi rispondo:

“Sì, esistono ancora gli innamorati!”

 

Gli innamorati che si amano in silenzio,

quelli che inventano nuove convenzioni e regole,

quelli che si divertono ancora dopo anni assieme,

quelli che si trasformano ogni giorno,

quelli che crescono, aspettandosi, mano nella mano,

quelli che si riempiono di baci, di carezze,

quelli che hanno poche foto, ma tanti progetti,

quelli che hanno tante foto e le riguardano sorridendo,

quelli che costruiscono un quotidiano di rispetto e condivisione,

quelli che si portano il caffè a letto,

quelli che camminano tenendosi la mano,

quelli che da due sono diventati tre, quattro,…

quelli che custodiscono il loro amore in segreto perché è troppo bello, va protetto,

quelli che ballano balli scoordinati,

quelli che non si vergognano di raccontarsi gli errori fatti,

quelli che si amano guardandosi negli occhi,

quelli che si fanno “trasportare su una slitta tirata da un generoso cavallo per la piana di Marcesina imbevuta di luce lunare”.

 

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IO NON SONO MAI STATA ALLA PIANA DI MARCESINA, ma gli innamorati li ho visti e ho sentito che loro, la piana della Marcesina, cercano di viverla ogni giorno.