LIFE IS LIKE A STAIRCASE…

Ovvero la vita è come una scala? 

In una casa senza ascensore, non ci sono alternative: bisogna prendere le scale!

I modi per salirle o scenderle sono infiniti: c’è chi conta i gradini, chi li fa a due a due, chi non molla il corrimano per paura di cadere, chi comunque preferirebbe un ascensore, chi corre così forte che si vede solo la sua ombra, chi le usa per chiacchierare, chi le pulisce, chi le sporca, chi le costruisce…

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Il processo di costruzione di una scala è estremamente affascinante. È una metafora della vita: gradino dopo gradino, passo dopo passo ci si costruisce come persona e si sale. Dalle scale si può anche scendere, o cadere, fortunatamente c’è il corrimano per rialzarsi, quindi niente di grave, un bel respiro e si è di nuovo in piedi. Scriverlo è facile, viverlo un po’ diverso.

Le scalinate maestose in marmo, le complicate scale a chiocciola, le poco stabili scale a pioli, le scale fai da te (che spesso sono una sedia)… quanti tipi di scale esistono? Le mie preferite sono le scale a chiocciola di legno, scricchiolanti, quelle che stanno bene in un castello infestato dai fantasmi.

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L’aspetto più intrigante delle scale sta però nell’abilità di alcune di loro di avere gradini non armoniosi, di altezze e profondità diverse. Quelle per cui fai il gradino sempre con lo stesso piede o devi variare la lunghezza dei tuo passi per non cadere. Adoro questi scherzi fatti da progettisti e operai..permettono di tenere sempre alta l’attenzione. Mi piacciono meno invece le scale a sbalzo, quelle che se guardi giù vedi solo il vuoto, ma spesso percorrendole si arriva alle mete più impreviste e sorprendenti

 

“Gli errori sono solo gradini della scala.”

Paul J. Meyer

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È quindi necessario sbagliare? Ho sempre pensato di no, ma sto cambiando idea… sbaglierò?

I am a WILDFLOWER

Ovvero: Sì, sono un fiore di campo

 

Yes, I’m a wildflower, anzi un fiore di campo.

Inutile cercare di essere come gli altri, di rispettare i tempi imposti dalle convenzioni, inutile fare scelte che fanno bene agli altri e non a noi, inutile voler avere tutto e subito, inutile cercare di andare d’accordo con tutti, inutille intestardirsi quando qualcosa non funziona lo sentiamo subito, inutile

Siamo unici, inutile girarci attorno. Non c’è nessuno come noi, incontreremo persone che avranno tratti in comune, con cui andremo più o meno d’accordo, ma di uguali no, di uguali non ne esistono.

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Questo ha MOLTI lati positivi e lati più difficili da affrontare.

Il bello è che possiamo davvero essere fieri di noi stessi, del nostro modo di fare, di agire, di pensare, di essere: quello è nostro e nessuno potrà mai togliercelo.

Il brutto è che dobbiamo fare i conti con noi stessi, che spesso siamo dei giudici estremamente severi e negativi. Tutte le nostre decisioni verranno valutati dal nostro IO e spesso non ce ne faremo passare una…

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Ma poi, piano, piano iniziamo ad apprezzarci, a dirci: in quel contesto sono stata brava, ho detto la parola giusta, oh questo mi è riuscito bene, ma l’ho fatto davvero io? E così anche il nostro fiore di campo può sbocciare..

Siamo come i fiori di campo che spesso ci sorprendono con i loro colori e profumi. Sembrano cresciuti in un prato a caso, ma poi se si guarda bene ci si accorge che…

…hanno una vista magnifica, sono riparati dal vento, sono facilmente raggiungibili dalle api (meno dagli uomini), prendono la giusta quantità di sole, sono circondati da altri bellissimi fiori. Nel nostro prato ognuno ha il suo spazio, si gioisce della bellezza reciproca, quando si ha bisogno si stare soli, non servono gesti ecclatanti, gli altri fiori lo capiscono, ci si confronta, si impara dai fiori più maturi, si dona il polline alle api, si ringrazia il sole ogni giorno e si canta al ritmo del vento…

E tu, che fiore sei? Com’è il tuo prato? Me lo diresti qui?