Cara mamma,

Il 12 maggio in Italia si festeggia la FESTA della MAMMA. Nella mia famiglia l’abbiamo sempre FESTEGGIATA, senza grandi gesti, ma con un biglietto e magari un fiorellino. Da anni abito in uno stato diverso da quello della mia mamma quindi il REGALO per la sua festa lo consegna o la posta o mia SORELLA.

Quest’anno quando ho iniziato a pensare cosa volevo realizzare per la Festa della Mamma mi sono posta questa domanda: “Cosa vorrei regalare alla mia mamma?” La risposta è apparsa facilmente: FIORI, tanti fiori, dei fiori SPECIALI che possa conservare oltre il giorno della sua FESTA e magari portarne uno con sé.

Così è nato il BIGLIETTO per la mamma di Drops Of Primroses. Un biglietto ricco di fiori dai colori PASTELLO, fiori che non appassiscono, fiori che portano gioia. Uno fra questi fiori è SPECIALE, la mamma lo troverà all’interno del biglietto e dietro avrà un augurio unico, solo per lei.

Un fiore augura AMORE, un fiore augura felicità, un fiore augura CORAGGIO, un fiore augura serenità e un fiore augura di FIORIRE.

Qui sotto alcune foto di questo biglietto ricco d’AMORE.


“Mamma”, la parola più bella sulle labbra dell’umanità.
(Khalil Gibran)

Se ti interessa saperne di più, lo trovi qui. L’anno scorso invece avevo creato
questo biglietto per la festa della MAMMA, ugualmente ricco di fiori, ma in maniera divers.

Un anno di Drops Of Primroses

Non amo festeggiare i compleanni, per questo non ho organizzato nulla per il PRIMO anno di vita di Drops Of Primroses. Ad anniversario passato, ho deciso di prendermi del TEMPO per descrivere l’avventura che è stata e che sarà.

Sono molto FIERA delle mie primule, fiera di come siano riuscite a viaggiare nel mondo arrivando sempre a destinazione, fiera dei commenti positivi ricevuti e del sostegno ricevuto.

Ho fatto molti ERRORI, preso decisioni dettate dalla paura del rischio e dalla paura di farcela, ho creato prodotti poco in linea con i VALORI di Drops Of Primroses e avuto poca FIDUCIA in me e nelle mie capacità.

Per il FUTURO mi impegno a…

  • sperimentare con tecniche e colori;
  • GIOCARE con le parole, a diffondere primuline che contengono parole dolci;
  • non aver paura di bussare alle porte colorate che incontro sul mio cammino;
  • far sentire di più la mia VOCE e quella delle primule;
  • allargare la gamma delle primule;
  • trovare il modo di parlare di me e del mio lavoro con il tono e le parole che meritano.

Vi lascio con le parole di Izet Sarajlić , un poeta che ho scoperto da poco e che sto gustando poco a poco:


Non abbiate fretta di fare i poeti, ragazzi.
Restate quanto più a lungo possibile nella fase prepoetica.
Essere poeti nella vita non è lo stesso che essere poeti in un racconto.
La poesia, sono le disfatte.
Alla fine, vi aspettano, forse, davvero le rose,
ma per molto tempo – a destra e a sinistra – ci sono le spine.
Per la fama non abbiate fretta, restate invece giovani quanto più a lungo,
e solo quando non ne potrete più, proprio allora nascerà la poesia

Che sia un Natale d’amore

Quest’anno Drops Of Primroses vi fa gli auguri utilizzando le dolci e sincere parole di una poetessa speciale: Alda Merini.

BUON NATALE di Alda Merini

A Natale non si fanno cattivi
pensieri ma chi è solo
lo vorrebbe saltare
questo giorno.
A tutti loro auguro di
vivere un Natale
in compagnia.
Un pensiero lo rivolgo a
tutti quelli che soffrono
per una malattia.
A coloro auguro un
Natale di speranza e di letizia.
Ma quelli che in questo giorno
hanno un posto privilegiato
nel mio cuore
sono i piccoli mocciosi
che vedono il Natale
attraverso le confezioni dei regali.
Agli adulti auguro di esaudire
tutte le loro aspettative.
Per i bambini poveri
che non vivono nel paese dei balocchi
auguro che il Natale
porti una famiglia che li adotti
per farli uscire dalla loro condizione
fatta di miseria e disperazione.
A tutti voi
auguro un Natale con pochi regali
ma con tutti gli ideali realizzati.

Che sia un Natale sereno, un Natale felice, un Natale d’amore…cuore3

Il Calendario dell’Avvento

Mi piacciono le STORIE che si scoprono piano piano. Quelle brevi, che si leggono una frase alla volta.

pepinBlack

Mi piacciono i calendari dell’Avvento quelli fatti a mano. Quelli IMPERFETTI, quelli che non sai mai cosa troverai nella casella successiva.

Con Drops Of Primroses ho deciso di unire queste mie due passioni. Da qui nasce il CALENDARIO DELL’AVVENTO di Drops Of Primroses.

Come ogni calendario, si INIZIA il 1° dicembre e si finisce alla vigilia di Natale.

24 giorni in cui scoprirete le due FAVOLE di Natale di Drops Of Primroses.

Il calendario vi aspetta QUI.

Mi piacerebbe sapere cosa ne pensate dell’idea, delle storie, di tutto. Mi trovate qui, qui e qui.

Vi auguro un mese di DICEMBRE a ritmo di poesia.

Vi abbraccio,

alessia

P.S. Le primule per DECORARE i vostri regali di Natale vi aspettano qui.

P.P.S. Le precedenti favole di Drops Of Primroses si leggono qui, qui e qui.

Benvenuti, entrate pure…

#lefavoledidropsofprimroses: La prima di una serie di storie scritte e illustrate da Drops Of Primroses

Al Jardin Villemin è compito mio dare il benvenuto ai visitatori e lo stesso ruolo ricopro qui, sarò io a presentarvi questo viaggio fatto di storie. Racconti che si svolgono nel mio mondo: il Jardin Villemin, un mondo piccolo, ma ricco di vita e di magia. Cominciamo?

Cari lettori, benvenuti, sono il Grand Portail del Jardin Villemin. Sono un bel portone di legno color amaranto. Mi sostengono mura maestose, un ricordo del mio passato. Se guardate in alto infatti troverete la scritta Hôpital Militaire Villemin perchè non sono sempre stato la porta di un giardino. Prima ero l’entrata di un ospedale militare e prima ancora quella di un convento. Ho cambiato così spesso nome, che ogni tanto faccio ancora confusione! Ho un passato ricco di ricordi, alcuni belli, altri dolorosi, una vita intensa, come quella di ognuno di noi. Ma parliamo dell’oggi, vi avevo promesso un viaggio e delle storie mi pare… 

ilgrandportail_dropsofprimroses

Per ben cominciare, vi presento il Jardin Villemin di cui sono custode e cicerone. È compito mio accogliere i visitatori, sono io a decidere chi può entrare. Invito chi cerca un po’ di pace, chi ha bisogno di riposarsi un po’, chi cerca compagnia. Chi invece non è pronto a rispettare l’armonia, l’essenza del Jardin, resta fuori. Come faccio a non farlo entrare? Semplice, con gli anni ho messo a punto una tattica quasi infallibile. Mi aiutano tutti i piccioni che abitano il Jardin. Quando qualcuno di irrequieto si avvicina per entrare, con un segnale, chiamo a rapporto i pennuti del parco. Loro si mettono in postazione, alcuni sulle mura, altri sui rami della Grande, la mia amica betulla, pronti ad agire qualora ce ne fosse bisogno. Spesso la minaccia di una doccia di escrementi di piccioni basta a far desistere gli irrequieti, altre volte è necessario passare all’azione. Ma non allarmatevi cari lettori, il Jardin Villemin attira le anime belle tanto che non ricordo nemmeno l’ultima volta che abbiamo dovuto usare questo metodo così divertente.

Se passate di qui durante il giorno mi troverete aperto, per salutarmi dovrete entrare, non siate timidi, mi raccomando! Il Jardin Villemin non è vastissimo, ma al suo interno ci sono così tante specie di fiori, alberi ed animali che elencarli tutti non mi è possibile! Vi dirò però che la mia preferita è la passiflora, ma sta così distante da me che la vedo solo attraverso gli occhi delle api e i racconti dei piccioni. Ogni tanto il merlo me ne porta una foglia, mai un fiore perché i fiori della passiflora non cadono, non so perchè. Durante il giorno la vita del Jardin Villemin è abbastanza frenetica. Qui uomini, animali e natura s’incontrano e, ogni tanto, farli andare tutti d’accordo non è facile. Per fortuna ci sono i miei amici giardinieri che si occupano con molta dedizione della salute delle piante e dei fiori, controllano che gli abitanti del parco abbiano sempre da mangiare, insomma si prendono cura del Jardin Villemin. In una giornata tranquilla, l’osservatore attento vedrà Mamma Topina raccogliere le briciole cadute dalla baguette di un ragazzo, la libellula Fluffi scaldarsi le ali prima di spiccare il volo alla ricerca di cibo e la panchina Paulette cercare di leggere il titolo del libro che la signora seduta su di lei sta leggendo da ore. Provo sempre un po’ di tristezza quando, alla sera, è ora di far uscire tutti gli umani. Sì, lo so, alla fine è giusto così, loro hanno le loro case ed il Jardin Villemin è la casa di Ping, di Ugo, di Mimì e di moltissimi altri animali che conoscerete nelle prossime storie. La notte il Jardin diventa il regno degli animali. Il picchio Tuk Tuk  dà il ritmo alle ninne nanne cantate dalle mamme, il topolino Loulou passeggia tranquillo fra i sentieri, non corre furtivo come al suo solito. Le sorelle Follé, le lumache più pigre che conosca, strisciano lente chiacchierando animatamente e il grillo Melodioso intona serenate.

ilmondodeljardinvillemin_map_dropsofprimroses

Il luogo che orgogliosamente chiamo casa è ricco di vita, di diversità e di bellezza e io ne vado molto fiero. Quando Alessia mi ha chiesto di poter scrivere del Jardin ho esitato un po’ prima di risponderle. Mi piace la nostra calma, il nostro non essere molto conosciuti. Poi però ho ripensato alla magia che pervade il mio Jardin e la magia va fatta viaggiare, è contagiosa. Con queste mie parole concludo il mio benvenuto cari lettori, entrate pure e proseguite il cammino. Alcune volte sarò io il narratore delle storie, altre starò anch’io come voi ad ascoltare e al vostro ritorno sarò qui ad aspettarvi…

Il Grand Portail

 

Questa era la storia di Benvenuto, la storia che vi invita ad entrare e proseguire il viaggio. Settimana prossima, potrai leggere la seconda storia. Il protagonista sarà Loulou. Se guardi bene lo trovi nella mappa.