Il Calendario dell’Avvento

Mi piacciono le STORIE che si scoprono piano piano. Quelle brevi, che si leggono una frase alla volta.

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Mi piacciono i calendari dell’Avvento quelli fatti a mano. Quelli IMPERFETTI, quelli che non sai mai cosa troverai nella casella successiva.

Con Drops Of Primroses ho deciso di unire queste mie due passioni. Da qui nasce il CALENDARIO DELL’AVVENTO di Drops Of Primroses.

Come ogni calendario, si INIZIA il 1° dicembre e si finisce alla vigilia di Natale.

24 giorni in cui scoprirete le due FAVOLE di Natale di Drops Of Primroses.

Il calendario vi aspetta QUI.

Mi piacerebbe sapere cosa ne pensate dell’idea, delle storie, di tutto. Mi trovate qui, qui e qui.

Vi auguro un mese di DICEMBRE a ritmo di poesia.

Vi abbraccio,

alessia

P.S. Le primule per DECORARE i vostri regali di Natale vi aspettano qui.

P.P.S. Le precedenti favole di Drops Of Primroses si leggono qui, qui e qui.

Un regalo inaspettato

Care primuline, siamo arrivati al terzo appuntamento con le Favole di Drops Of Primroses. Abbiamo cominciato facendo la conoscenza del Grand Portail e settimana scorsa abbiamo conosciuto il TOPOLINO Loulou. La storia di oggi ha una narratrice particolare. Buona lettura…

bench_dropsofprimrosesBuongiorno a tutti, mi presento, sono la panchina numero quattro se entrate passando dal mio amico Grand Portail o la numero dieci se passate da avenue de Verdun, così mi riconoscerete quando passerete dal Jardin Villemin. La narratrice di questa storia sono io, la panchina numero quattro. A prima vista non ho niente di speciale. Sono una comune panchina di legno, dipinta color verde smeraldo, come tutte le altre. Di speciale ho solo una dote: so ascoltare. Se avete voglia e se anche a voi piacciono le storie, io ne ho una da raccontarvi. Sedetevi accanto a me…

Era un primo pomeriggio di un lunedì autunnale, l’unico momento della giornata in cui qui a Parigi, si riescono a percepire i timidi raggi del sole. Una signora di circa quarant’anni, dall’aria un po’ pensierosa ha scelto me come base per le sue riflessioni. Sentivo che cercava un orecchio amico, una spalla su cui lasciarsi andare, una persona con cui chiacchierare e fermare il flusso dei suoi pensieri. Io sono una panchina, non posso parlare, non potevo offrirle più di una comoda seduta.

Il giardino è calmo in questa stagione, ma io speravo che la signora à Pois non rinunciasse proprio oggi alla sua passeggiata quotidiana. La signora à Pois è una mia ospite fissa. Quasi ogni giorno passa a trovarmi, si siede un po’, raccoglie qualche foglia e se ne torna a casa. La chiamo signora à Pois perchè adora i puntini, indossa sempre qualcosa con questa fantasia: il cappello, la gonna, l’ombrello, la sciarpa oppure i guanti. Con i suoi ottant’anni passati è forse la persona con più storia alle spalle che io conosca, escludendo il Grand Portail, lui forse in fatto di Storia la batte. Inutile dire che la stavo aspettando, speravo che la signora à Pois arrivasse per fare compagnia a questa nuova signora che aveva tanto bisogno di parlare.

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E la signora à Pois non mi ha deluso. Quel pomeriggio arrivò un po’ più tardi del solito, indossando il suo inconfondibile cappello a pois bianchi su fondo blu. Si soffermò ad osservare le chiome tinte d’autunno e poi si sedette sulla panchina che sta alla mia destra. Il primo contatto fra le due signore fu uno scambio di sorrisi, poi una foglia caduta diede il via alla conversazione. “Abita qui vicino?” chiese la signora à Pois, “Vive da sola?” domandò l’altra. Ognuna rispondeva con quello che si sentiva di rivelare e io ero così contenta di quello che stava succedendo, che non saprei dire che cosa si siano dette. Quello che so però è che ho sentito molte risate e pochi silenzi. Ho visto la signora più giovane rilassarsi parola dopo parola, l’ho vista lasciar andare i suoi pensieri ed immergersi nel confronto con la Signora à Pois.

Erano le cinque quando le due signore si salutarono e prima di andarsene la signora à Pois guardando il cielo disse: “Petite, mi hai fatto proprio un bel regalo: mi hai regalato la compagnia”. L’altra con un filo di voce, commossa, rispose: “Il regalo l’ho ricevuto io e spero di poter ricambiare presto”.

Ecco, questa è la storia che volevo condividere con voi. Una storia fatta di parole, di ascolto, ma soprattutto di compagnia. Voi avete mai regalato COMPAGNIA? Se la cercate sappiate che al Jardin Villemin troverete anche quella.

Affettuosamente,

la vostra panchina

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Una storia che parla di compagnia. Le favole di Drops Of Primroses tornano settimana prossima. Per restare in contatto, trovate le primule anche qui. 

Benvenuti, entrate pure…

#lefavoledidropsofprimroses: La prima di una serie di storie scritte e illustrate da Drops Of Primroses

Al Jardin Villemin è compito mio dare il benvenuto ai visitatori e lo stesso ruolo ricopro qui, sarò io a presentarvi questo viaggio fatto di storie. Racconti che si svolgono nel mio mondo: il Jardin Villemin, un mondo piccolo, ma ricco di vita e di magia. Cominciamo?

Cari lettori, benvenuti, sono il Grand Portail del Jardin Villemin. Sono un bel portone di legno color amaranto. Mi sostengono mura maestose, un ricordo del mio passato. Se guardate in alto infatti troverete la scritta Hôpital Militaire Villemin perchè non sono sempre stato la porta di un giardino. Prima ero l’entrata di un ospedale militare e prima ancora quella di un convento. Ho cambiato così spesso nome, che ogni tanto faccio ancora confusione! Ho un passato ricco di ricordi, alcuni belli, altri dolorosi, una vita intensa, come quella di ognuno di noi. Ma parliamo dell’oggi, vi avevo promesso un viaggio e delle storie mi pare… 

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Per ben cominciare, vi presento il Jardin Villemin di cui sono custode e cicerone. È compito mio accogliere i visitatori, sono io a decidere chi può entrare. Invito chi cerca un po’ di pace, chi ha bisogno di riposarsi un po’, chi cerca compagnia. Chi invece non è pronto a rispettare l’armonia, l’essenza del Jardin, resta fuori. Come faccio a non farlo entrare? Semplice, con gli anni ho messo a punto una tattica quasi infallibile. Mi aiutano tutti i piccioni che abitano il Jardin. Quando qualcuno di irrequieto si avvicina per entrare, con un segnale, chiamo a rapporto i pennuti del parco. Loro si mettono in postazione, alcuni sulle mura, altri sui rami della Grande, la mia amica betulla, pronti ad agire qualora ce ne fosse bisogno. Spesso la minaccia di una doccia di escrementi di piccioni basta a far desistere gli irrequieti, altre volte è necessario passare all’azione. Ma non allarmatevi cari lettori, il Jardin Villemin attira le anime belle tanto che non ricordo nemmeno l’ultima volta che abbiamo dovuto usare questo metodo così divertente.

Se passate di qui durante il giorno mi troverete aperto, per salutarmi dovrete entrare, non siate timidi, mi raccomando! Il Jardin Villemin non è vastissimo, ma al suo interno ci sono così tante specie di fiori, alberi ed animali che elencarli tutti non mi è possibile! Vi dirò però che la mia preferita è la passiflora, ma sta così distante da me che la vedo solo attraverso gli occhi delle api e i racconti dei piccioni. Ogni tanto il merlo me ne porta una foglia, mai un fiore perché i fiori della passiflora non cadono, non so perchè. Durante il giorno la vita del Jardin Villemin è abbastanza frenetica. Qui uomini, animali e natura s’incontrano e, ogni tanto, farli andare tutti d’accordo non è facile. Per fortuna ci sono i miei amici giardinieri che si occupano con molta dedizione della salute delle piante e dei fiori, controllano che gli abitanti del parco abbiano sempre da mangiare, insomma si prendono cura del Jardin Villemin. In una giornata tranquilla, l’osservatore attento vedrà Mamma Topina raccogliere le briciole cadute dalla baguette di un ragazzo, la libellula Fluffi scaldarsi le ali prima di spiccare il volo alla ricerca di cibo e la panchina Paulette cercare di leggere il titolo del libro che la signora seduta su di lei sta leggendo da ore. Provo sempre un po’ di tristezza quando, alla sera, è ora di far uscire tutti gli umani. Sì, lo so, alla fine è giusto così, loro hanno le loro case ed il Jardin Villemin è la casa di Ping, di Ugo, di Mimì e di moltissimi altri animali che conoscerete nelle prossime storie. La notte il Jardin diventa il regno degli animali. Il picchio Tuk Tuk  dà il ritmo alle ninne nanne cantate dalle mamme, il topolino Loulou passeggia tranquillo fra i sentieri, non corre furtivo come al suo solito. Le sorelle Follé, le lumache più pigre che conosca, strisciano lente chiacchierando animatamente e il grillo Melodioso intona serenate.

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Il luogo che orgogliosamente chiamo casa è ricco di vita, di diversità e di bellezza e io ne vado molto fiero. Quando Alessia mi ha chiesto di poter scrivere del Jardin ho esitato un po’ prima di risponderle. Mi piace la nostra calma, il nostro non essere molto conosciuti. Poi però ho ripensato alla magia che pervade il mio Jardin e la magia va fatta viaggiare, è contagiosa. Con queste mie parole concludo il mio benvenuto cari lettori, entrate pure e proseguite il cammino. Alcune volte sarò io il narratore delle storie, altre starò anch’io come voi ad ascoltare e al vostro ritorno sarò qui ad aspettarvi…

Il Grand Portail

 

Questa era la storia di Benvenuto, la storia che vi invita ad entrare e proseguire il viaggio. Settimana prossima, potrai leggere la seconda storia. Il protagonista sarà Loulou. Se guardi bene lo trovi nella mappa.

La strada delle fiabe*

Dolci Primuline,

come state? Spero abbiate trascorso una settimana felice e colorata. Settimana scorsa abbiamo letto la PRIMA pagina di una lunga storia. Di una storia che comincia e finisce con il NATALE.

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Riprendendo l’argomento “Ispirazione”, un altro libro che mi ha guidato in questo viaggio di scrittura è “Il viaggio di Elisabet”. Questo libro va letto, giorno dopo giorno e non voglio SVELARVI nulla di perché si tratta di un percorso così SPECIALE che va vissuto. Il romanzo di Jostein Gaarder mi ha insegnato l’importanza del viaggiare, l’importanza dei viaggi che comportano una PARTENZA, l’importanza dei VIAGGI fatti girando specialmente le pagine di un libro. Ecco la mia storia vorrei fosse un viaggio. Un viaggio che chi vuole potrà fare fisicamente, ma disponibile a tutti gli AMANTI della lettura e dei disegni. “Il viaggio di Elisabet” è un RICORDO legato alla mia infanzia.

Sapevo che mia zia lo leggeva a mia cugina durante il periodo natalizio, ma non l’avevo mai posseduto, non l’avevo mai letto. Sapevo dell’esistenza di questo libro, sapevo che parlava di un VIAGGIO, ma non né conoscevo né titoloautore. beatrixPotterFortunatamente Il viaggio di Elisabet fa ancora parte della VITA di mia cugina, è bastato scriverle per avere tutte le RISPOSTE alle mie domande. Questo libro ispirerà anche voi se amate l’atmosfera del Natale, se vi piacciono le storie a tappe, se sapete viaggiare con la FANTASIA.

Una caratteristica che lega questo libro all’ UNIVERSO di Beatrix Potter, e quindi alla mia storia, sono le MAPPE. Carte geografiche, mappe di un luogo, itinerari disegnati, piantine indecifrabili. Poco importa se queste mappe indicano luoghi REALI o MAGICI. Una mappa resta una mappa ed ogni mappa porta in sé un po’ di magia. La storia che sto scrivendo avrà una mappa. In realtà, non dovrei parlare di storia, ma di storiE al plurale. Tante storie legate fra loro da una MAPPA.

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Libri, autori, mappe..cos’altro mi ha ispirato in questo viaggio? Sono stata ispirata dalla natura, dal tempo che passa, dai francobolli, dai MANDALA, dal suono delle parole, dai colori tenui, dagli acquarelli, dalle mie PAURE.

Più di ogni cosa però mi ha ispirato un LUOGO, un luogo che forse esiste veramente o forse è tutto nella mia mente. Di questo luogo FANTASTICO e REALE vi parlerò nella prossima lettera.

Vi abbraccio,

alessia

 

 

 

 

 

 

*Il titolo viene da qui: dalla strada delle fiabe che esiste veramente in Germania, che congiunge Brema a Hanau.

C’era una volta…

Dolci Primuline,

come state? Se mi seguite su INSTAGRAM avrete notato che lunedì scorso ho iniziato a raccontare una STORIA. Qui ho un po’ più di spazio e quindi voglio svelarvi qualcosa in più…

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La storia che ho cominciato a raccontare parte dal Natale. Sì, avete letto bene dal Natale. Circa un mese fa stavo cercando idee per la collezione natalizia di Drops Of Primroses, ma non ero SODDISFATTA. Cercavo un’idea che non ARRIVAVA. Sapevo di non voler creare dei “semplici” BIGLIETTI, sentivo che quest’anno il Natale di Drops Of Primroses sarebbe stato diverso.

Questo mi ha portato a CREARE in maniera diversa, a sperimentare un nuovo metodo, più LENTO ed introspettivo. Le primule natalizie quest’anno verranno da LONTANO ed allora ho deciso di iniziare fin da subito a raccontarvi il LORO viaggio.

Un viaggio che comincia da ME, dalla mia storia, dalle mie ispirazioni, le mie PAURE, i miei desideri. In questa prima lettera incontreremo le prime ISPIRAZIONI. Per il resto ci vuole pazienza, una PAGINA alla volta…

calvino_fiabeitalianeQuesta è una storia fatta di favole, dalle Fiabe Italiane raccolte da Italo Calvino. Questa storia deve molto a CALVINO, alla sua scrittura, al suo immaginario, alla sua generosità. Se sapete il francese vi consiglio di ASCOLTARE questa serie di Podcast dedicati proprio a Calvino in cui lo scrittore italiano è presentato sotto diversi punti di vista. Altrimenti qui Gian Luca Favetto ci parla delle Città Invisibili, un ottimo modo per avvicinarsi a questo libro così sorprendente. Una confessione: non ho letto tutto di Calvino. Al contrario, mi mancano ancora molti LIBRI. Alcuni (vedi Se una notte d’inverno un viaggiatore) li ho iniziati, ma NON terminati, altri non li ho mai avuti fra le mani. Li scopro uno alla volta, piano piano e periodicamente mi ritrovo a rileggere IL BARONE RAMPANTE.

Le altre FAVOLE che compongono questa storia sono quelle scritte ed illustrate da Beatrix Potter. Beatrix Potter è la creatrice di Peter Coniglio e di un universo fantastico ricco di colori, personaggi ed illustrazioni che fanno bene al cuore. Beatrix sapeva disegnare magistralmente la campagna inglese, i cottage, gli orti, gli scorci di giardini. Prendeva ispirazione da luoghi che conosceva e li rendeva MAGICI. I suoi personaggi sono unici, io mi sono INNAMORATA della maniera in cui veste i protagonisti delle sue storie, della cura nei dettagli, del suo TRATTO dolce, del suo umorismo nella SCRITTURA. Se non conoscete Beatrix Potter, qualche anno fa è uscito un film sulla sua vita.  Un film leggero, un ottimo modo per entrare in punta di piedi nel suo mondo. Più di ogni cosa però vi consiglio di fare la CONOSCENZA con quel monello di Peter Coniglio… verrà voglia anche voi di scappare dal Signor McGregor! ceraunavolta_dropsofprimroses.jpeg

Beatrix Potter è per me una fonte d’ispirazione continua e SOTTO numerosi punti di vista. Mi piace la sua indipendenza, il suo non aver paura di creare (per ogni tanto rifugiarvisi) un MONDO parallelo. Resto incantata dalla sua ricerca di BELLEZZA e dalla sua capacità di crearla. Recentemente ho scoperto che Beatrix inviava ai figli dei suoi amici dei biglietti natalizi scritti per conto di Peter Coniglio. Ho trovato questa IDEA bellissima, di una tenerezza infinita. Questa scoperta mi ha fatto sentire vicina a Beatrix, ha fatto nascere in me la voglia di PROVARCI, di tentare di far nascere utilizzando carta, penna e colori quell’UNIVERSO che da anni coltivo dentro di me.

Il terzo capitolo di questa storia si chiama Mauro Corona. A prima vista penserete: “Cosa centra Corona con Calvino e Beatrix Potter?” Quello che li lega è la scrittura, la conoscenza, la passione. Quello che li lega sono IO, la mia storia. Corona mi è servito per conoscere gli ALBERI, per capirne i caratteri, per sapere chi è GENEROSO, chi altezzoso, chi timido. Amo il modo che ha di DESCRIVERE le piante, il loro modo di essere, amo come le paragona a noi UOMINI. Ho appreso tanto dal suo libro “Le voci del bosco”, non smetterei mai di sfogliarlo. Proprio questa mattina ho aperto a caso una pagina di questo libro e mi sono ritrovata a leggere:

“Spesso mi sono chiesto perché gli alberi e gli uomini sono così diversi fra loro, e solo il tempo ha dato la risposta. Ho capito che tutto rientra nel gioco della vita e che in questo gioco sopravvivi se comprendi e accetti la tua più intima natura.”  

Ecco, ora capite perché anche LUI fa parte delle mie ispirazioni?

Questo capitolo della mia storia si ferma qui. Appuntamento qui settimana prossima per scrivere assieme un’altra pagina di questo viaggio.

Svelo un’ispirazione al giorno anche su Instagram. Le primule, le storie ed io vi aspettiamo lì.

Un abbraccio,

alessia