2019

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Il 2018 per DROPS OF PRIMROSES si è concluso con l’invio delle primule natalizie e il calendario dell’Avvento.

2018 è stato un anno di sfide, di tentativi riusciti e non, di inizi e conlusioni, di paure e coraggio.

Il 2018 è stato l’anno della borsa Cuore Senza Confini, l’anno del prima MATRIMONIO illustrato, l’anno dei biglietti di AUGURI, l’anno della Blooming Box, l’anno di molto altro.

 

In questi giorni sono impegnata a programmare l’anno appena iniziato, quali saranno gli obiettivi di Drops Of Primroses per il 2019? Scrivo obiettivi, piani, strategie, idee seduta accanto alla stufa. Il rumore del legno che brucia mi accompagna in questo cammino.

Faccio lunghe pause per mangiare e passeggiare in questa natura che mi è così familiare.

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Come sarà il 2019 di Drops Of Primroses? Lo scopriremo assieme, parola dopo parola, disegno dopo disegno…

Care primuline, vi AUGURO un anno ricco di PICCOLE soddisfazioni, di DOLCEZZA quotidiana, di bellezza inaspettata. Che sia un anno LENTO, un anno sereno, un anno d’amore.

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Che sia un Natale d’amore

Quest’anno Drops Of Primroses vi fa gli auguri utilizzando le dolci e sincere parole di una poetessa speciale: Alda Merini.

BUON NATALE di Alda Merini

A Natale non si fanno cattivi
pensieri ma chi è solo
lo vorrebbe saltare
questo giorno.
A tutti loro auguro di
vivere un Natale
in compagnia.
Un pensiero lo rivolgo a
tutti quelli che soffrono
per una malattia.
A coloro auguro un
Natale di speranza e di letizia.
Ma quelli che in questo giorno
hanno un posto privilegiato
nel mio cuore
sono i piccoli mocciosi
che vedono il Natale
attraverso le confezioni dei regali.
Agli adulti auguro di esaudire
tutte le loro aspettative.
Per i bambini poveri
che non vivono nel paese dei balocchi
auguro che il Natale
porti una famiglia che li adotti
per farli uscire dalla loro condizione
fatta di miseria e disperazione.
A tutti voi
auguro un Natale con pochi regali
ma con tutti gli ideali realizzati.

Che sia un Natale sereno, un Natale felice, un Natale d’amore…cuore3

Il Calendario dell’Avvento

Mi piacciono le STORIE che si scoprono piano piano. Quelle brevi, che si leggono una frase alla volta.

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Mi piacciono i calendari dell’Avvento quelli fatti a mano. Quelli IMPERFETTI, quelli che non sai mai cosa troverai nella casella successiva.

Con Drops Of Primroses ho deciso di unire queste mie due passioni. Da qui nasce il CALENDARIO DELL’AVVENTO di Drops Of Primroses.

Come ogni calendario, si INIZIA il 1° dicembre e si finisce alla vigilia di Natale.

24 giorni in cui scoprirete le due FAVOLE di Natale di Drops Of Primroses.

Il calendario vi aspetta QUI.

Mi piacerebbe sapere cosa ne pensate dell’idea, delle storie, di tutto. Mi trovate qui, qui e qui.

Vi auguro un mese di DICEMBRE a ritmo di poesia.

Vi abbraccio,

alessia

P.S. Le primule per DECORARE i vostri regali di Natale vi aspettano qui.

P.P.S. Le precedenti favole di Drops Of Primroses si leggono qui, qui e qui.

Un regalo inaspettato

Care primuline, siamo arrivati al terzo appuntamento con le Favole di Drops Of Primroses. Abbiamo cominciato facendo la conoscenza del Grand Portail e settimana scorsa abbiamo conosciuto il TOPOLINO Loulou. La storia di oggi ha una narratrice particolare. Buona lettura…

bench_dropsofprimrosesBuongiorno a tutti, mi presento, sono la panchina numero quattro se entrate passando dal mio amico Grand Portail o la numero dieci se passate da avenue de Verdun, così mi riconoscerete quando passerete dal Jardin Villemin. La narratrice di questa storia sono io, la panchina numero quattro. A prima vista non ho niente di speciale. Sono una comune panchina di legno, dipinta color verde smeraldo, come tutte le altre. Di speciale ho solo una dote: so ascoltare. Se avete voglia e se anche a voi piacciono le storie, io ne ho una da raccontarvi. Sedetevi accanto a me…

Era un primo pomeriggio di un lunedì autunnale, l’unico momento della giornata in cui qui a Parigi, si riescono a percepire i timidi raggi del sole. Una signora di circa quarant’anni, dall’aria un po’ pensierosa ha scelto me come base per le sue riflessioni. Sentivo che cercava un orecchio amico, una spalla su cui lasciarsi andare, una persona con cui chiacchierare e fermare il flusso dei suoi pensieri. Io sono una panchina, non posso parlare, non potevo offrirle più di una comoda seduta.

Il giardino è calmo in questa stagione, ma io speravo che la signora à Pois non rinunciasse proprio oggi alla sua passeggiata quotidiana. La signora à Pois è una mia ospite fissa. Quasi ogni giorno passa a trovarmi, si siede un po’, raccoglie qualche foglia e se ne torna a casa. La chiamo signora à Pois perchè adora i puntini, indossa sempre qualcosa con questa fantasia: il cappello, la gonna, l’ombrello, la sciarpa oppure i guanti. Con i suoi ottant’anni passati è forse la persona con più storia alle spalle che io conosca, escludendo il Grand Portail, lui forse in fatto di Storia la batte. Inutile dire che la stavo aspettando, speravo che la signora à Pois arrivasse per fare compagnia a questa nuova signora che aveva tanto bisogno di parlare.

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E la signora à Pois non mi ha deluso. Quel pomeriggio arrivò un po’ più tardi del solito, indossando il suo inconfondibile cappello a pois bianchi su fondo blu. Si soffermò ad osservare le chiome tinte d’autunno e poi si sedette sulla panchina che sta alla mia destra. Il primo contatto fra le due signore fu uno scambio di sorrisi, poi una foglia caduta diede il via alla conversazione. “Abita qui vicino?” chiese la signora à Pois, “Vive da sola?” domandò l’altra. Ognuna rispondeva con quello che si sentiva di rivelare e io ero così contenta di quello che stava succedendo, che non saprei dire che cosa si siano dette. Quello che so però è che ho sentito molte risate e pochi silenzi. Ho visto la signora più giovane rilassarsi parola dopo parola, l’ho vista lasciar andare i suoi pensieri ed immergersi nel confronto con la Signora à Pois.

Erano le cinque quando le due signore si salutarono e prima di andarsene la signora à Pois guardando il cielo disse: “Petite, mi hai fatto proprio un bel regalo: mi hai regalato la compagnia”. L’altra con un filo di voce, commossa, rispose: “Il regalo l’ho ricevuto io e spero di poter ricambiare presto”.

Ecco, questa è la storia che volevo condividere con voi. Una storia fatta di parole, di ascolto, ma soprattutto di compagnia. Voi avete mai regalato COMPAGNIA? Se la cercate sappiate che al Jardin Villemin troverete anche quella.

Affettuosamente,

la vostra panchina

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Una storia che parla di compagnia. Le favole di Drops Of Primroses tornano settimana prossima. Per restare in contatto, trovate le primule anche qui. 

Il topolino che non scappa più

Care primuline, benvenute al secondo appuntamento con le favole di Drops Of Primroses. La prima storia la potete leggere qui. Buona lettura.

Sniff, sniff “Povero me!” Sniff, sniff. Mamma Topina non aveva dubbi quelli erano i singhiozzi del suo Loulou. “Ecco dove ti sei nascosto! Ti stavo cercando da un po’ piccolo mio. Cosa c’è tesoro? Sei caduto?” Loulou fece no con la testa. “Qualcuno ti ha pestato sulla coda?” Loulou scosse di nuovo il capo. “Cosa c’è che non va allora? Me lo racconti davanti ad una tazza di briciole e latte?” A queste parole Loulou s’incamminò assieme alla mamma e grazie al fare veloce e furtivo, tipico dei topolini di città, in un batter d’occhio arrivarono alla loro tana. La mamma preparò la merenda e si sedette vicino a Loulou pronta ad ascoltare la sua storia. “Mamma, ma perchè ogni volta che un bambino d’uomo mi vede, urla e tenta di scacciarmi? Cosa gli ho fatto io di male? Perchè ce l’hanno con me?”
“Oh, piccolo mio, è per questo che sei triste? Sei proprio un topolino dolce. Non è facile rispondere alla tua domanda, ma sappi che abbiamo tutti paura del diverso. Che sia grande o piccolo, quando qualcuno non ci assomiglia, facciamo subito un passo indietro. Ti ricordi la prima volta che hai visto Bino, la talpa? Sei corso a casa spaventato dalla sua corporatura, dalle sue unghie e dai suoi occhi chiusi. Gli umani reagiscono così quando vedono noi. Loro si spaventano, noi cominciamo a correre e così via fino al prossimo incontro. La loro reazione non ha niente a che vedere con te, riguarda loro. Il loro modo di affrontare il mondo.”
Loulou rimase un momento in silenzio a riflettere sulle parole della mamma. Pensava a tutte le volte che aveva visto un animale nuovo, a quel misto di paura e voglia di fare conoscenza. “Allora mamma, la prossima volta provo a stare fermo? A muovere solo i baffi?”
Se passate dal Jardin Villemin e vi imbattete in un topolino che vi guarda senza scappare, presentatevi, lui è Loulou e non vede l’ora di conoscervi.

Ed ecco che avete conosciuto anche Loulou. Avete voglia di incontrarlo? Lo trovate al Jardin Villemin a Parigi o nelle prossime storie di Drops Of Primroses.

Appuntamento fra due settimane per un nuovo capitolo delle Favole di Drops Of Primroses.

Vi abbraccio,

Alessia