“ A journey of a thousand miles begins…

… with a single step” Lao Tzu

OVVERO L’INIZIO DI UNA (la mia)  STORIA DI LAVORO

Tutto ha un inizio: nascita, incipit, alba. L’inizio di cui vi parlo oggi è quello lavorativo. Più in particolare della mia scelta di creare uno spazio mio, dove devo essere capo e manovale, dove sono obbligata a metterci la faccia. La cosa più difficile? Il primo passo.

Poco importa COME si compie questo primo passo. Può essere in punta di piedi, una capriola all’indietro o un salto ad occhi chiusi. L’importante è farlo. Rappresenta l’inizio della mia/tua/nostra carriera di lavoratori indipendenti. Il mio primo passo verso il lavoro autonomo è stato inaspettato. Quel qualcosa che fai, ma di cui non vorresti lasciare traccia così, se va male, non se ne accorge nessuno e invece…
ti senti a tuo agio, ti piace, continui.

Il mio primo passo è stato così:

alessia_giuliani_primo_passo.gif
Me lo ero immaginato così:

alessia_giuliani_imaginary_step.jpg
Ma avrebbe anche potuto essere stato così:

alessia_giuliani_alternative_step.jpg

Certo per riuscire a fare il primo passo bisogna conoscere i propri sogni, quelli veri, quelli solo nostri. Sembra facile, ma non lo è. Ci ho messo un po’ a colorare i miei. Mi sembravano troppo fantasiosi, irrealizzabili e troppo poco comuni. Solo al secondo tentativo sono riuscita a concedermi il diritto di provare a fare il mio primo passo. La prima volta non ce l’ho fatta. Mi sono arresa e ho accettato un lavoro da dipendente che mi sembrava il giusto compromesso e lo è stato per un po’. La vita poi mi ha offerto l’opportunità di cambiare città e io ci ho letto un segno. Questo mi ha dato il coraggio di fare il MIO primo passo.

alessia_giuliani_a_journey.jpg
Ancora oggi quando parlo del mio progetto premetto, mettendo le mani ben avanti, che: “È ancora tutto molto fluo, non so ancora bene come farò a fare questo, a presentare quest’altro, in che lingua scriverò…” . Tutto nuovo, tutto da costruire, tutto da imparare e tutto così maledettamente lento. Più ne parlo, più mi confronto, più le idee prendono forma, più diventano reali, ma non ancora così reali da presentarle con lo stile che meritano.
Magari fosse sufficiente parlarne, invece la chiave è nel FARE. Hop, hop, hop bisogna creare le condizioni per la realizzazione del progetto. In questa fase fate attenzione all’auto-sabotaggio. Per come NON fare chiedete pure a me. (IN)consciamente mi riempivo la giornata di cose da fare (tutte bellissime e spesso a servizio degli altri) e poi mi lamentavo di non avere il tempo di dedicarmi al mio sogno. Eh beh, mi sono dovuta legare alla sedia, scappo ancora ogni tanto, ma molto meno.
E poi…vai dritto per la tua strada. Cammina al tuo ritmo, anche se arriverai al primo traguardo quando saranno andati tutti via. Circondati di un team di supporters, saranno la tua pozione magica per trovare l’energia quando l’hai esaurita, la tua pacca sulla spalla nelle giornate in cui niente andrà secondo i piani e la voce onesta quando qualcosa “non s’ha da fare”.
Una volta arrivati qui, siamo pronti per il secondo passo. Il mio non so quando lo farò, ma mi preparo, ho già il piede destro alzato…

alessia_giuliani_second_step.jpg

E il TUO primo passo com’è stato? Hai saltato a piedi pari o avevi solo un occhio aperto? Ma soprattutto, se l’hai fatto da un po’, quali frutti hai raccolto? Me lo diresti in privato?

P.S. Io parlo del mio primo passo nel lavoro autonomo, ma in ogni aspetto della vita si fanno primi passi (in amore, in amicizia, in famiglia, in solitudine).

 

2 thoughts on ““ A journey of a thousand miles begins…

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s